IIIB - COMUNE DI SASSO MARCONI (BO)

Scuola | Dal 25 Novembre all'8 Marzo | IIIB - COMUNE DI SASSO MARCONI (BO)

LE POESIE e i LANDAI

 

 

Sei riuscito a infliggermi tutta questa sofferenza

Bloccarmi la strada e fermare la mia penna, 

ma la mia FANTASIA quella non la potrai mai fermare.


 

Nascosta sotto un mantello nero sembro un fantasma

in cerca della sua anima perduta.


 

Non chiediamo la superiorità delle donne,

ma almeno la PACE fra i sessi. 


 

DOVE sono finiti tutti i diritti promessi?

DOVE sono finite le mie sorelle, le mie compagne e amiche?

DOVE è finita la nostra possibilità di praticare uno sport o di studiare?

COME AL SOLITO SOLO BUGIE CI STATE RACCONTANDO !!!


 

La verità fa male 

ma la verità è reale.


 

Le donne sono come rose

che perdono il loro profumo 

dopo essere state calpestate.


 

Sulla mia pelle ho solo graffi 

che forse come cicatrici non andranno mai via.


 

VOGLIO superare il dolore 

scavalcare la violenza

e continuare a sperare

VOGLIO VIVERE 


 

LA PACE VESTITA DA GUERRA

Anche se il tempo potrebbe essere in grado di riconciliare 

le ferite da voi create sono troppo grandi da poter curare.

La verità si nasconde dietro la consapevolezza di tutti

e il muro che la divide però si distruggerà per il suo stesso peso.

E non cercate giustificazioni, guardate i fatti.

Spero che voi abbiate compreso!

Il mondo deve darci delle risposte, 

questa PACE è VESTITA da GUERRA!!!!!!


 

Gli uomini gli violenti 

sono quelli che hanno più paura. 


 

SCAPPO SCAPPO

Scappo dall’ inumanità. Dalla violenza.

Dalla cattiveria. Dal dolore.

Dall’uomo nero. Ma non quello dei sogni. NO!

Il sogno si è trasformato in realtà.

Come quando Cenerentola è andata 

al ballo per il Principe Azzurro. 

Credevo di aver trovato la felicità.

Ma ho scoperto che la vita è piena di sorprese. 

Brutte sorprese. Che ti cambiano la vita.

La mia brutta vita. Ma che dico. La mia Orribile vita.

Sono spazzatura per lui.

L’uomo nero. Il principe azzurro. 

SCAPPO, SCAPPO.


 

Corro, inseguo una fievole speranza che sta scomparendo

Corro, più veloce del vento per non farmi toccare

Corro, superando gli sguardi di fuoco degli uomini

Corro, scavalcando i pesanti silenzi forzati

Corro, lasciandomi alle spalle le urla di chi è stato preso

Corro, perchè forse è l’unica cosa che so ancora fare


 

Le parole vanno in fumo

e il fumo si dissolve nell’aria

la libertà ci abbandona 

come quando spegni la luce,

il buio avanza,

come i lividi sui nostri volti,

la luce alla fine del tunnel,

è lontana,

ma è vicina se uniamo le forze.

Non si torna indietro.

Il passato è passato

Questo gioco dell’oca continua all’infinito, 

lanciamo i dadi, si vince o si continua.

QUESTA è la VITA che ci aspetta. 


 

Non c’è niente di peggio 

che illuderti di aver trovato

la felicità quando è 

soltanto una piccola tregua da

questa guerra che ci portiamo avanti

da troppo TEMPO.


 

ACRONIMO

Donne

Obbligate a

Nascondersi

Nella

TAna del buio


 

SILENZIO, è tutto ciò che ci rimane,

un lungo silenzio, forzato, obbligato, maligno, ma si dice NECESSARIO.

Ma io, parlerò, urlerò, scriverò più forte che posso!!!


 

le RIflessioni

 

ATLETICA PER ME.

Sono una ragazza di 13 anni a cui è sempre piaciuto correre, ora è ormai da sei anni che faccio atletica e ciò mi rende felice. Quando corro sono libera, volo sulle ali del vento e i miei piedi, le mie gambe e tutto il mio corpo diventano strumenti per fare l'impossibile. Superare ostacoli, sentire la brezza fresca dell'inverno sfiorarmi il viso, o le gocce di sudore dovute alla fatica e al caldo, i capelli bagnati dalla pioggia, gli occhi lucidi per la felicità, le mani congelate come ghiaccioli per il freddo, le risate e le parole scambiate tra i compagni., che ormai sono come una seconda famiglia, comprensivi, gentili e sempre disponibili. Un gruppo formato da volti che già conosco da tanto, troppo e da volti nuovi ma sempre pronti ad essere accolti da un gruppo semplicemente e unicamente speciale e magnifico. Se mi strappassero via tutto questo, in un solo colpo, io mi sentirei piombare il mondo addosso, la terra cedere sotto i miei piedi, penserei mi stanno privando delle ali della mia libertà, del mio momento di sfogo in cui non penso più ai problemi della giornata, ai vari dubbi, alle piccolezze della vita, ai piccoli e insignificanti litigi, alle mie paure e alle mie ansie, no, io in quei momenti corro e basta, corro come una gazzella pronta a scattare, corro senza pensare al dolore dovuto allo sforzo, a quello darò peso dopo, togliendomi la possibilità di andare ad atletica mi toglierebbero una parte di me. Ma è questo ciò che stanno facendo alle mie compagne di aspirazioni e coetanee, e per cosa? Hanno paura che noi donne saremo migliori? O cosa? Non so, ditemi voi, perchè? per quale assurdo motivo? Tradizionalismo? Perchè mai una donna deve essere inferiore? Perché non abbiamo la parità? Perchè? Perchè vogliono renderci invisibili? Ma so che loro resisteranno anche a questa, sono forti e resistenti, alcune, NO, anzi molte inesperte su quanto sia strano, mutevole e assurdo questo mondo spesso, o inconsapevoli di ciò che gli viene sottratto pian piano.

IO VOGLIO CORRERE!!!!!


 

Io mi vorrei collegare e soffermare sul brano composto da Matilde, Amy, Laura ed Elena. Non so se lo avevate notato, ma in questo testo, troviamo una forma retorica, un’anafora, che poi verrà susseguita da altri verbi. Questa forma retorica riguarda il “noi non possiamo”. Lo sentite questo “noi non possiamo”, una parola tanto irritante e tanto grande. Le donne non possono avere diritti: il diritto di parola, il diritto di espressione, il diritto di istruzione, il diritto di essere loro stesse. Perché questo “noi non possiamo” non si può trasformare in un “noi vogliamo”, “noi possiamo”? Perché? Noi siamo in grado di cambiare qualcosa, di trasformarlo in qualcosa che abbia finalmente un equilibrio. Queste parole, che allo sguardo sono oggettivamente piccole, stravolgono, calpestano. Esse provocano dolori, provocano emozioni scatenanti odio.

Noi possiamo definitivamente cambiare qualcosa, perché oggi abbiamo finalmente la possibilità di sensibilizzare le persone che sono in grado di immedesimarsi nella nostra ira e nel nostro dolore, dicendo STOP alla violenza contro le donne.


 

Il video che abbiamo creato ha un significato implicito, è quasi d’obbligo una spiegazione per comprendere bene il messaggio che vuole mandare.
Nel video è rappresentata una donna, truccata, il volto che mostra ogni giorno a tutti e nella sua quotidianità o ciò che vorrebbe essere;
a destra e a sinistra vediamo la sua vera identità, sotto al trucco c’è ciò che lei è, il viso è sfigurato da ciò che succede nella vera realtà della sua quotidianità.
Le facce scompaiono e riappaiono varie volte confondendosi nella mente della povera ragazza che non riesce più a distinguere due realtà così diverse mescolate in una stessa esistenza.
La ragazza è ispirata alle donne rappresentate nei murales della giovane pittrice, Shamsia Assani, una ragazza coraggiosa che nonostante fosse ricercata dai talebani continuava a dipengere sui muri nelle periferie di varie città in Afghanistan.
I suoi dipinti rappresentano ciò che sente l’autrice, la protagonista, sempre donna, ha gli occhi chiusi e non ha la bocca, per rappresentare che non hanno il diritto alla parola e che non possono esprimersi, inoltre nei suoi murales è quasi sempre presente uno strumento e/o una nota o un rifermento musicale perchè, dal suo punto di vista, la musica è una voce incessante che non smette mai di farsi sentire.

Anche noi donne dovremmo continuare a farci sentire, perchè noi siamo vive, perchè anche noi siamo umane.


 

Ogni giorno sentiamo parlare di femminicidi, ma solo un giorno siamo disposti a metterci in gioco per contraddire a questa violenza; bisognerebbe invece avere più di un solo giorno all’anno! Ogni uomo come ogni donna deve combattere contro la violenza sulle donne, perché ognuno deve avere rispetto. A me e alla mia classe ha colpito molto il fatto che ad una assemblea del 25 novembre dove si sarebbe dovuto parlare di parità di genere, violenza contro le donne si siano presentati soltanto 8 deputati su 150, e molti degli assenti erano donne! Questo ci fa capire che per combattere una così grave ingiustizia, ci vuole il rispetto di tutti, uomini e donne.


 

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